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Appello all'educazione |
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Sommacampagna, novembre 2006 Il
Consiglio del 16.11 ha dibattuto un argomento che interroga forze
politiche e famiglie: la realtà giovanile. Proponiamo un appello
all'educazione: "se ci fosse un'educazione del popolo tutti
starebbero meglio". L'Italia è attraversata da una grande emergenza.
Non è innanzitutto quella politica e neppure quella economica, ma
qualcosa da cui dipendono anche la politica e l'economia. Si chiama 'educazione'.
Riguarda ciascuno di noi, ad ogni età, perché attraverso l'educazione si
costruisce la persona, e quindi la società… Sta accadendo una cosa che
non era mai accaduta prima: è in crisi la capacità di una generazione di
adulti di educare i propri figli. Per anni dai nuovi pulpiti - scuole,
giornali e televisioni - si è predicato che la libertà è assenza di
legami e di storia, che si può diventare grandi senza appartenere a
niente e a nessuno, seguendo semplicemente il proprio gusto o piacere…
È stata negata la realtà, la speranza di un significato positivo della
vita, e per questo rischia di crescere una generazione di ragazzi che si
sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare come
sulle sabbie mobili…Ma la loro noia è figlia della nostra, la loro
incertezza è figlia di una cultura che ha sistematicamente demolito le
condizioni e i luoghi stessi dell'educazione: la famiglia, la scuola, la
Chiesa. Educare, cioè introdurre alla realtà e al suo significato…è
possibile e necessario, ed è una responsabilità di tutti… Perché
l'educazione comporta un rischio ed è sempre un rapporto tra due libertà…
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