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Mozione: valori cristiani nella costituz. europea |
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Sommacampagna, 28 luglio 2003 Alla cortese attenzione avv. Gianluca Mengalli Sindaco di Sommacampagna
Mozione per l’inserimento dei valori cristiani nella futura Costituzione europea Premesso che: - l’Unione europea sta affrontando un passaggio storico della sua esistenza che la vedrà aumentare i suoi Stati membri dai 15 attuali a 25 nel 2004; - l’Europa è prima di tutto un insieme di popoli e culture diverse che devono sviluppare un comune denominatore da porre alla base della loro unione, in modo che la stessa diventi sempre più solida e coesa; - la cultura ispirata alla religione cristiana ha profondamente segnato la storia di tutti i popoli europei e ha contribuito a conferirle quel valore di civiltà riconosciuto ormai universalmente; - il problema della cosiddetta “identità europea” può essere risolto riconoscendo alla religione cristiana quel ruolo spirituale che le è proprio per aver esercitato nei millenni un’indubbia azione pervasiva all’interno dell’intero patrimonio culturale europeo; - l’Europa ha sempre costruito il proprio benessere anche grazie all’insegnamento dei dettami cristiani, connessi all’importanza del lavoro, della famiglia, della solidarietà, della vita, del rispetto per il prossimo, dei riconoscimento dei diritti umani; Considerato che: - con l’incremento dell’immigrazione extracomunitaria sta crescendo in Europa anche il numero di fedeli islamici i quali, per lo più, si ispirano a principi del tutto differenti rispetto a quelli della civiltà occidentale e non risultano in alcun modo rispettosi dei valori cristiani; - molti paesi islamici non accettano e non hanno tuttora sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU (10.12.1948), bensì hanno aderito alla Dichiarazione del Cairo sui diritti umani nell’Islam (1990) che, all’articolo 25, recita: “La Shari’ah Islamica è la sola fonte di riferimento per l’interpretazione di qualsiasi articolo della presente Dichiarazione”; - proprio la Shari’ah islamica richiede ai propri osservanti comportamenti inconcepibili per gli europei quali la guerra agli infedeli, le pene corporali, ecc … ; - l’Europa deve scongiurare, sin dall’inizio di questa nuova fase, qualsiasi ipotesi di modello di società che non sia ancorato alla tradizione storica e culturale dei nostri popoli al fine di evitare ogni possibile deriva della cultura occidentale, pena l’acuirsi di crisi d’identità ed il conseguente rifiuto delle Istituzioni europee da parte dei cittadini; Rilevato che: - durante i lavori della Convenzione sul futuro dell’Europa il tema dell’inserimento dei principi cristiani all’interno della futura Costituzione europea ha acceso ampi dibattiti segno che l’argomento era sentito da molti esponenti istituzionali; - il nostro continente, da sempre caratterizzato da una pluralità di culture e di tradizioni, sta in questo momento ricercando una comunanza di valori e di radici che il cristianesimo non può far altro che rafforzare; Preso atto che: - nella bozza di Costituzione europea presentata a Salonicco lo scorso 19-20 giugno il richiamo ai valori cristiani non è stato accettato ma solo inserito come principio vago relativo alla ispirazione “ai retaggi culturali, religiosi e umanistici dell'Europa [...]"; - Papa Giovanni Paolo II, in più di un’occasione, si è espresso apertamente per l’inserimento del richiamo al cristianesimo nella futura Costituzione europea; - il libro bianco sulla governance europea elaborata dalla Commissione europea nel luglio 2001 riconosce il contributo specifico che le Chiese e le comunità religiose possono apportare al processo di formazione dell’Unione Europea; Convinti che: - quanto prodotto nel corso dei secoli dall’Europa sia anche frutto dell’impronta cristiana e che le radici religiose rappresentano una fonte di indubbia potenzialità etica; - il cristianesimo, con la profondità del senso della dignità della persona, ha sempre proposto come traguardo un profilo alto di vita, ha orientato la maturazione del pensiero occidentale, ha elevato nella creatività l’arte e le aspirazioni più significative dei popoli europei; - senza un riferimento cristiano, con la Carta europea rischia di fondarsi su una comunanza di rapporti e convenienze di solo carattere politico-economico;
- di richiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri in qualità di presidente di turno dell’Unione Europea, al Ministro degli esteri e al Presidente della Repubblica, di porre in essere tutte le azioni possibili in modo che nella futura Conferenza Intergovernativa che aprirà i propri lavori il prossimo 4 ottobre a Roma, si modifichi la Bozza di Costituzione europea, con l’inserimento al suo interno di un esplicito riferimento ai valori cristiani affinché gli stessi siano riconosciuti come principi fondanti la nuova Costituzione europea sia per coloro che credono come pure per coloro che non condividono la fede cristiana ma rispettano gli stessi valori pur ispirandosi ad altre fonti; - di trasmettere una copia della presente mozione alle personalità sopra menzionate. Augusto Pietropoli Roberto Braggio
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