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Sollecito al Governo sui flussi migratori 

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Verona li, 11 dicembre 2002

Alla cortese attenzione

Avv. Massimo Galli Righi Presidente del Consiglio Provinciale

Dott. Aleardo Merlin Presidente della Provincia di Verona

OGGETTO: Mozione di sollecito al Governo affinché, nelle determinazioni dei flussi migratori si tenga conto dell’esigenza di ricercare una più facile integrazione nella società italiana tra persone aventi determinate affinità culturali.

Aiutare le popolazioni direttamente nei Paesi d’origine serve a migliorare la qualità della vita di molte persone e contemporaneamente evita lo sradicamento della gente dalla propria terra, evento sempre traumatico. Il principio deve dunque essere solidarietà verso i popoli bisognosi a casa loro e immigrazione solo per le esigenze dei Paesi ospiti.

In quest’ottica la legge Bossi-Fini ha centrato il cuore del problema: nel nostro Paese entra solo chi viene per lavorare, e si concede ospitalità soltanto alle persone alle quali si è in grado di offrire una vita dignitosa.

Va inoltre preso in considerazione un aspetto fondamentale del problema immigrazione: se è vero che la cultura di un popolo è un valore, occorre che chi entra nel nostro Paese, pur non perdendo la propria identità e la propria cultura, si integri socialmente e rispetti le leggi dello stato che lo ospita, la sua civiltà e la sua cultura.

È un semplice principio di democrazia: non è pensabile che la norma che obbliga tutti i cittadini a girare a viso scoperto non sia applicabile allo straniero, o che un musulmano possa trascurare la legge che vieta la bigamia. Inoltre lo straniero dovrebbe adeguarsi anche allo stato di civiltà: ad esempio la macellazione islamica per noi è un’inciviltà così come lo è l’orribile pratica dell’infibulazione. Adeguarsi significa integrarsi nel nostro paese, presupposto questo per una serena convivenza.

Perciò lo Stato per favorire l’integrazione al meglio degli stranieri deve facilitare l’immigrazione di persone che con noi hanno maggiori comunanze: ciò sarà anche vantaggioso per l’immigrato che subirà così meno traumi. Lo Stato potendo scegliere chi entra nel nostro Paese deve accogliere preferibilmente discendenti di italiani emigrati all’estero o popolazioni di Paesi che un domani faranno parte dell’UE, con cui abbiamo più aspetti in comune.

Non è un problema religioso, ma di buonsenso. Chi decide di immigrare nel nostro Paese lo fa convinto di migliorare la sua qualità di vita, ma spesso non trova quello che desiderava. Per questo la politica degli aiuti a casa loro deve essere assolutamente da preferire. Inoltre occorre dare priorità agli immigrati adatti a svolgere il lavoro che noi possiamo offrire loro, preferendo chi ha con noi affinità culturali.

Tutto ciò premesso,

si impegna il Presidente della Giunta provinciale

a sollecitare il Governo affinché, nelle determinazioni dei flussi migratori si tenga conto dell’esigenza di ricercare una più facile integrazione nella società italiana tra persone aventi determinate affinità culturali.

Il consigliere provinciale Liga Veneta - Lega Nord Padania

Augusto Pietropoli