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Crocefisso nelle scuole |
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Sommacampagna, 12 novembre 2001 Alla cortese attenzione, Sig. Sindaco di Sommacampagna Mozione per mantenere il crocefisso nelle scuole non solo come simbolo religioso, ma anche come simbolo storico e culturale nella nostra civiltà. Premesso - che in alcuni istituti scolastici del nord i Provveditori e i Direttori Didattici stanno tacitamente acconsentendo alla progressiva sparizione del crocifisso dalle aule scolastiche, operata dai vari Presidi che obbediscono alle pressanti richieste delle locali comunità islamiche; - che la presenza obbligatoria del crocifisso nelle aule scolastiche è contemplata dall’art.118 del R.D. 30 aprile 1924, n. 965, e dal R.D 26 aprile 1928, n. 1297. - che il Consiglio di Stato, con
parere n. 63/1988, sez. II del 24.7.1988, ha stabilito che le norme
regolanti l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche non
possono essere considerate implicitamente abrogate dalla nuova
regolamentazione concordataria sull’insegnamento della religione
cattolica. Nelle motivazioni del parere il Consiglio di Stato indica che
“la Croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo
della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come
valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa”. - che la sparizione di tale simbolo, denota la precisa volontà di annullare le coscienze degli studenti padani nel nome di un falso ecumenismo mirato solo all’omologazione culturale e tendente ad imporre, anche nella scuola, il modello storicamente perdente della società globalizzata e multirazziale; - che i partiti politici di area cosiddetta cattolica sembrano fare orecchie da mercante, lasciando il compito di difendere gli studenti dall’omologazione selvaggia alla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, Movimento tradizionalmente laico e liberista ma da sempre l’unico preoccupato di salvaguardare le identità e le tradizioni dei popoli padani di fronte allo sradicamento culturale provocato dall’inserimento, voluto dall’ex Governo, di milioni di extracomunitari nelle regioni della Padania; - che se qualche isolato parroco osa manifestare la minima perplessità di fronte a simili fenomeni, miranti alla definitiva cancellazione di una identità, tutti i media di regime sono pronti a “scomunicarlo” pubblicamente etichettandolo come razzista e intollerante. - che le comunità islamiche presenti nei territori padani, forti delle protezioni garantite loro dall’ex Governo Ulivista, stanno sempre più imponendo nelle scuole padane comportamenti inaccettabili per i nostri studenti quali la separazione delle classi tra maschi e femmine, il divieto nelle mense di usare alcuni alimenti tra cui il prosciutto, l’introduzione dello chador: comportamenti tendenti alla cancellazione progressiva dei più elementari diritti umani, in contrasto con la Costituzione italiana di cui tutti i partiti si dichiarano a parole validi difensori; - che le ultime Leggi finanziarie approvate col voto del centro-sinistra prevedono sempre maggiori investimenti destinati all’inserimento degli extracomunitari all’interno delle classi, e contemporaneamente la diminuzione degli stanziamenti dedicati all’assistenza degli alunni disabili e alla formazione degli insegnanti di sostegno agli stessi. Il Consiglio Comunale Impegna il Sindaco - ad intervenire affinché siano immediatamente rimessi al loro posto, nelle aule scolastiche ove siano stati rimossi, i simboli tendenti alla connotazione della nostra comunità; - a richiedere che, all’interno delle aule scolastiche, vengano immediatamente inseriti ulteriori simboli identitari di appartenenza ad una comunità e ad un territorio quali ad esempio la bandiera della Regione Veneto e/o il gonfalone della Provincia o del Comune, - a diffidare i Presidi, i Direttori Didattici ed il Provveditore agli studi dall’intraprendere azioni simili a quelle oggetto della presente mozione. Il Gruppo Liga Veneta - Lega Nord Padania
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